Il risotto che profuma di nebbia e di pianura
C’è un piatto che racconta la Lombardia contadina meglio di qualsiasi libro di storia: il risotto alla pilota, nato tra le risaie del Mantovano dove i piloti — i lavoratori dei mulini da riso — lo cucinavano ogni giorno con quello che avevano. Un riso asciutto, robusto, quasi sbrigativo nella sua essenzialità. Eppure straordinariamente appagante.
La luganega sbriciolata — la salsiccia mantovana dal budello sottile e dal sapore dolce e speziato — si fonde con il riso in un abbraccio grasso e profumato che scalda l’anima nelle giornate di nebbia padana. Non è un risotto cremoso ‘all’onda’: è compatto, asciutto, quasi da mangiare con la forchetta tenuta dritta. È altra cosa. È Mantova.
Perché prepararlo con il Bimby TM7
Il segreto del risotto alla pilota è la cottura lentissima, quasi senza mescolare, con il riso che assorbe tutto il brodo fino all’ultima goccia. Il Bimby TM7 gestisce questa tecnica con una precisione millimetrica grazie al controllo della temperatura e alla funzione di mescolamento delicato a bassa velocità. Risultato: un risotto fedele alla tradizione, senza il rischio di bruciarlo o di renderlo troppo cremoso.
Per questa ricetta vi consiglio di tenere a portata di mano una spatola in silicone Bimby per raccogliere ogni chicco dal boccale senza sprechi, e un piatto fondo in ceramica artigianale per un impiattamento degno di una trattoria mantovana doc.
La scelta del riso è tutto: cercate un riso Vialone Nano IGP di Mantova, l’unico che tiene la cottura asciutta senza sfaldarsi. È l’ingrediente che fa la differenza tra un buon risotto e un risotto autentico.
Un piatto per ogni stagione, ma soprattutto d’autunno
La tradizione vuole il risotto alla pilota nei mesi freddi, quando la nebbia sale dalla pianura e il corpo chiede qualcosa di sostanzioso. Ma nelle famiglie mantovane si mangia tutto l’anno, spesso accompagnato da un bicchiere di vino rosso locale. È il comfort food della Bassa Padana, quello che le nonne preparavano il sabato sera e che ancora oggi mette d’accordo tutti a tavola.
