La Regina della Riviera: la Piadina Romagnola fatta in casa con il Bimby
C’è un profumo che sa di estate, di spiaggia, di chioschi sul lungomare e di mani sapienti che lavorano l’impasto sul tagliere. È il profumo della piadina romagnola, il cibo dell’anima di una regione intera, quella medaglia d’oro della cucina popolare italiana che Giovanni Pascoli chiamò con orgoglio «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli».
Oggi portiamo questa tradizione secolare nella cucina di tutti i giorni, con l’aiuto del nostro Bimby TM7. Il risultato? Un impasto perfetto, elastico e profumato, pronto in pochi minuti — proprio come lo farebbero le sfogline di Rimini, Forlì e Ravenna, con decenni di esperienza sulle spalle.
Squacquerone e Rucola: il Matrimonio Perfetto
La farcitura più amata, quella che ha consacrato la piadina in tutto il mondo, è semplicissima nella sua genialità: squacquerone DOP, un formaggio fresco tipicamente romagnolo dalla consistenza quasi liquida e dal sapore delicatamente acidulo, e una manciata generosa di rucola selvatica, dal carattere pungente e leggermente amarognolo. Un contrasto che è pura poesia gastronomica.
Per ottenere un risultato davvero professionale, vi consiglio di procurarvi uno mattarello in legno professionale per stendere le piadine con uno spessore uniforme, e di cuocerle su una teglia in ghisa per piadina — il cosiddetto «testo» romagnolo — che garantisce una cottura uniforme con le caratteristiche macchie brune in superficie.
Per la farcitura, non scendete mai a compromessi: cercate uno squacquerone DOP artigianale romagnolo, reperibile anche online da caseifici della zona. La differenza rispetto alle imitazioni industriali è abissale: cremosità, profumo di latte fresco e quella punta acidula irresistibile che solo il vero squacquerone sa regalare.
Una Ricetta, una Storia
La piadina ha origini antichissime — si parla addirittura di preparazioni simili risalenti agli Etruschi e ai Romani — ma è nella Romagna medievale che diventa il pane quotidiano del popolo, cotta sul «testo» di terracotta appeso al camino. Per secoli è stata il simbolo della cucina povera, il pane di chi non poteva permettersi il forno. Oggi è Indicazione Geografica Protetta (IGP) e ambasciatrice gastronomica dell’Emilia-Romagna nel mondo. Con il Bimby, rispettiamo questa storia e la rendiamo accessibile a tutti, con la stessa autenticità di sempre.