Il profumo del mare e del sole di Sicilia in un solo piatto
C’è un momento, nelle cucine affacciate sullo Stretto di Messina, in cui il profumo di aceto, menta fresca e olive nere si mescola con quello del pesce appena pescato e trasforma una semplice padella in un racconto di secoli. Il Pesce Spada in Agrodolce alla Messinese — o pisci spata in agru-duci, come lo chiamano i pescatori di Ganzirri — è una delle preparazioni più identitarie della cucina siciliana, un piatto in cui la contaminazione araba, portata sull’isola nell’XI secolo, ha lasciato un’impronta indelebile di zucchero, aceto e spezie aromatiche.
Grazie al Bimby TM7, questa ricetta tradizionale diventa accessibile anche a chi non ha dimestichezza con le cotture delicate del pesce: la gestione precisa della temperatura garantisce una carne di spada succulenta e perfettamente cotta, senza il rischio di seccarla. Il segreto sta nel rispettare i tempi e nel non avere fretta — come insegnano le nonne messinesi.
Una storia di contaminazioni e sapori
L’agrodolce — detto agru-duci in siciliano — è la firma aromatica più riconoscibile della cucina dell’isola. Zucchero di canna e aceto di vino creano una tensione gustativa che non stanca mai, anzi, dialoga in modo straordinario con la grassezza nobile del pesce spada. I capperi di Pantelleria, con la loro sapidità intensa, e le olive verdi di Castelvetrano, carnose e delicate, completano una tavolozza di sapori che è, letteralmente, un viaggio nel Mediterraneo.
Per questa ricetta vi consiglio di investire in un ottimo capperi sotto sale di Pantelleria, dissalati e sciacquati con cura: la differenza rispetto ai capperi sott’aceto industriali è abissale e si sente a ogni boccone. Allo stesso modo, procurarvi delle olive verdi di Castelvetrano denocciolate renderà il piatto degno di una trattoria sul lungomare di Messina.
Il Bimby gestisce con maestria la preparazione del soffritto aromatico e la salsa agrodolce nel boccale, mentre le fette di pesce spada possono essere cotte in modo preciso sfruttando il cestello per la cottura a vapore, che preserva tutti i succhi della carne senza disperderne i profumi. Una volta pronta la salsa, il pesce vi viene adagiato dentro per qualche minuto di riposo: è in questo momento che avviene la magia.
Portate in tavola questo piatto con una fetta di pane di Altamura tostato o con un cous cous di semola, per evocare ancora di più le origini mediterranee di questa preparazione straordinaria. E non dimenticate la menta fresca: aggiungetela sempre a crudo, all’ultimo momento, perché è lei la nota che fa cantare tutto il piatto.