Il profumo della Toscana in un piatto d’altri tempi
Ci sono ricette che non appartengono solo alla cucina, ma alla memoria collettiva di un popolo. Le pappardelle al ragù di lepre sono uno di quei piatti che evocano immediatamente le colline senesi in autunno, il fumo del camino, i boschi di querce e il silenzio della campagna toscana. Una domenica che sa di casa, di convivio, di radici profonde.
Questa è la ricetta della tradizione, rivisitata con il Bimby TM7 per renderla accessibile a tutti senza perdere nemmeno una nota del suo carattere selvatico e avvolgente. Il segreto sta nella marinatura notturna della lepre nel vino rosso — un passaggio irrinunciabile che ammorbidisce le carni e ne esalta il profumo boschivo — e nella lenta cottura del ragù, che con il Bimby diventa semplicemente perfetta, senza il rischio di bruciare nulla.
Una storia di caccia e di tavola
Il ragù di lepre è citato già nei ricettari toscani del Settecento, quando la caccia alla lepre era un rito autunnale che coinvolgeva l’intera comunità rurale. La carne, dura e saporita, richiedeva una preparazione lunga e amorevole: prima la marinatura nel vino, poi la cottura in soffritto con odori di bosco come rosmarino, timo e ginepro. Le pappardelle, con la loro larghezza generosa, erano l’unica pasta degna di raccogliere quel sugo denso e profumato.
Per questa ricetta vi consiglio di usare un coltello da caccia professionale per disossare la lepre con precisione, oppure di chiedere direttamente al vostro macellaio di fiducia di prepararla per voi. Per raccogliere il sugo durante la preparazione sul piano di lavoro, una spatola raschietto da cucina flessibile sarà la vostra migliore alleata.
L’ingrediente premium che fa davvero la differenza? Il Morellino di Scansano DOCG, usato sia nella marinatura che nel ragù. Non lesinate su questo punto: un vino di qualità trasforma il piatto da buono a indimenticabile.
Perché il Bimby cambia tutto
Il ragù di lepre tradizionale richiede sorveglianza costante per ore. Il Bimby TM7 elimina questa fatica mantenendo una temperatura costante e precisa, mescolando il sugo con delicatezza e impedendo che si attacchi al fondo. Il risultato è un ragù vellutato, profumato e ricco, con la carne che si sfilaccia naturalmente in fibre lunghe e sugose — esattamente come dovrebbe essere.