Ndundari: il segreto più antico delle nonne di Napoli
C’è una ricetta che profuma di vicoli, di domenica mattina e di mani infarinate. Si chiama Ndundari, e se non la conoscete ancora, state per innamorarvi di uno dei piatti più autentici e commoventi di tutta la tradizione campana. Sono gnocchi di ricotta morbidissimi, quasi eterei, che la cucina partenopea tramanda da secoli in silenzio, lontano dai riflettori del turismo gastronomico. Oggi li prepariamo con il Bimby TM7, rispettando ogni curva di sapore della ricetta originale.
Una storia scritta con le mani
Il nome ‘Ndundari’ deriva dal dialetto napoletano e rievoca il gesto rotondo e ripetuto con cui le nonne modellavano questi piccoli gnocchi sul piano di marmo. Erano il piatto della vigilia di Natale, il primo delle tavole povere che, grazie alla generosità della ricotta di bufala campana e al pomodoro del Vesuvio, diventavano regali. Ogni famiglia aveva la propria versione: c’era chi aggiungeva un pizzico di cannella, chi li serviva con il ragù antico, ma la versione più pura — quella che vi racconto oggi — è con il pomodoro fresco appena cotto, profumato di basilico selvatico.
Per ottenere un impasto davvero liscio e uniforme, vi consiglio di setacciare la ricotta con un colino a maglie fini prima di inserirla nel boccale: questo passaggio, che le nonne facevano con il cucchiaio di legno sul colapasta, elimina ogni grumo e regala agli ‘Ndundari quella consistenza setosa che li rende irresistibili. Una volta pronti, per raccoglierli dall’acqua di cottura senza romperli, nulla batte un mestolo forato in acciaio inox con manico lungo.
Il vero cuore della ricetta, però, è il pomodoro. Non qualsiasi pomodoro: cercate i Pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP, quei grappoli rosso-aranciati che crescono sulle pendici del vulcano con una concentrazione di sapore e dolcezza unica al mondo. Sono il tocco che trasforma una ricetta semplice in un’esperienza.
Perché il Bimby TM7 cambia tutto
Con il Bimby TM7, l’impasto degli ‘Ndundari diventa un gioco da ragazzi: il boccale amalgama la ricotta con la farina e le uova in modo omogeneo senza rischiare di lavorare troppo il composto — errore fatale che renderebbe gli gnocchi gommosi. La salsa di pomodoro fresco, poi, si cuoce a temperatura controllata esaltando la dolcezza naturale del Piennolo senza caramellarla in modo eccessivo. Il risultato è un piatto che sa di Napoli vera, pronto in poco più di mezz’ora.