Il Macco di Fave: l’anima povera e profumata della Sicilia
C’è una ricetta che sa di terra rossa, di scirocco e di mattine lente nei campi siciliani. Si chiama Macco di Fave, e la sua storia affonda le radici nel tempo dei Greci, quando le fave erano il cibo dei poveri, dei contadini, di chi sapeva trasformare la semplicità in nutrimento dell’anima. Non è una zuppa qualsiasi: è un abbraccio denso, aromatico, vivo.
La parola ‘macco’ deriva dal latino mactare, ovvero schiacciare, frantumare. Ed è esattamente quello che accade: le fave secche, dopo una lunga idratazione, vengono cotte lentamente fino a dissolversi in una crema rustica e corposa, arricchita dal profumo selvatico del finocchietto, quell’erba spontanea che cresce libera tra i muretti a secco della campagna palermitana e trapanese. Il tutto esaltato da un filo di olio extravergine siciliano DOP appena franto, il cosiddetto ‘olio nuovo’, con le sue note erbacee e leggermente piccanti che rendono questo piatto qualcosa di indimenticabile.
Il Bimby TM7 incontra la tradizione contadina
Preparare il Macco con il Bimby TM7 non significa tradire la ricetta della nonna siciliana: significa onorarla con più precisione, senza rinunciare a nessuna sfumatura. Il controllo della temperatura, la potenza delle lame e la funzione di cottura lenta permettono di ottenere una crema dalla consistenza perfetta, rustica ma setosa, esattamente come vuole la tradizione.
Per questa preparazione, vi consiglio di tenere a portata di mano il cestello cottura a vapore nel caso vogliate cuocere in contemporanea delle fette di pane di casa da servire a lato. La spatola in silicone professionale sarà invece la vostra alleata per raccogliere ogni goccia di questo oro verde dal boccale senza sprecare nulla.
Servite il Macco in ciotole di coccio caldo, con un generoso giro di olio nuovo, qualche ciuffetto di finocchietto fresco e, se volete, una macinata di pepe nero. Chiudete gli occhi al primo cucchiaio: sentirete la Sicilia.