Il profumo del Sud: frittelle di baccalà croccanti come vuole la tradizione calabrese
C’è un momento dell’anno in cui nelle case calabresi l’aria si riempie di un aroma inconfondibile: quello del baccalà che sfrigola nell’olio caldo, avvolto in una pastella leggera e dorata. Le frittelle di baccalà alla calabrese sono molto più di un semplice antipasto. Sono un rito, un gesto tramandato di generazione in generazione, profondamente legato alla cultura gastronomica della Calabria e al periodo natalizio, quando ogni famiglia prepara queste delizie croccanti come segno di festa e di condivisione.
La Calabria ha un rapporto antico e viscerale con il baccalà. Già nel Cinquecento, i mercanti portoghesi introducevano il merluzzo essiccato e salato lungo le coste tirreniche, e da allora questo ingrediente è diventato protagonista indiscusso della cucina povera ma ricchissima di sapori del Sud Italia. La versione fritta, in particolare, è quella che ha conquistato il cuore di tutti: uno strato esterno croccante e dorato che nasconde una polpa morbida, saporita, capace di sprigionare tutta la generosità del mare calabrese.
Con il Bimby TM7, preparare la pastella perfetta diventa un’operazione precisa e senza grumi: il boccale garantisce una consistenza setosa e uniforme in pochi secondi. Per ottenere un risultato ancora più professionale, ti consigliamo di utilizzare una pinza da cucina in acciaio inox per immergere e girare le frittelle nell’olio in totale sicurezza, e un termometro da cucina per frittura per mantenere l’olio alla temperatura ideale di 170°C senza bruciare l’esterno prima che l’interno sia cotto a perfezione.
Per un risultato davvero memorabile, scegli sempre un baccalà dissalato di qualità artigianale, preferibilmente di provenienza calabrese o norvegese: la polpa deve essere bianca, compatta e profumata. È la materia prima che fa tutta la differenza tra una buona frittella e una frittella indimenticabile.
Queste frittelle sono perfette da servire caldissime come antipasto durante le feste, accompagnate da un filo di succo di limone fresco e qualche foglia di prezzemolo. Ma chi le conosce davvero sa che la sfida più grande è evitare di mangiarle tutte ancora prima di portarle in tavola.
