La Regina della Tavola Pugliese
C’è un profumo che a Bari non ha bisogno di presentazioni: quello della focaccia barese appena sfornata, con i pomodorini schiacciati che affondano nella pasta morbida e lucente di olio extravergine. È un profumo che sa di vicoli antichi, di mercati rumorosi, di mani sapienti che impastano da generazioni. Oggi lo riportiamo nelle nostre cucine, con l’aiuto del Bimby TM7.
La vera focaccia barese non è una pizza. È qualcosa di più intimo, di più generoso. La sua caratteristica principale è l’altezza e la sofficità straordinaria, ottenuta grazie a un impasto idratato, paziente, e a un segreto che i panettieri baresi custodiscono gelosamente: la patata lessa nell’impasto. Sì, proprio lei. Aggiunta in piccola quantità, la patata dona una morbidezza che dura per ore, rendendo ogni morso un’esperienza quasi voluttuosa.
La Storia di un Impasto Millenario
La focaccia barese, o «focacce» come la chiamano in dialetto, affonda le sue radici nella tradizione contadina pugliese. Era il pane quotidiano, quello che si portava nei campi, quello che si condivideva senza cerimonie. Il condimento era essenziale: pomodori freschi, olive baresane in olive baresane in salamoia, origano selvatico e un filo generoso di olio extravergine pugliese. Ingredienti poveri, sapori assoluti.
Con il Bimby TM7, la magia dell’impasto si ripete in modo preciso e controllato. Il boccale lavora la pasta fino a sviluppare una maglia glutinica perfetta, mentre tu puoi concentrarti sulla cosa più importante: l’attesa, che con la lievitazione non si può barare. Per una riuscita impeccabile, ti consiglio di usare una teglia per focaccia barese rotonda in alluminio da 30 cm di diametro: la forma circolare è tradizionale e garantisce una cottura uniforme ai bordi. E per distribuire l’olio sulla superficie in modo perfetto e omogeneo, un pennello da cucina in silicone farà la differenza.
Preparati a portare un pezzo di Puglia direttamente sulla tua tavola. Una volta che avrai assaggiato questa focaccia, non tornerai più indietro.
