Un piatto che sa di montagna, di fuoco lento e di tradizione millenaria
Ci sono ricette che non si inventano: si tramandano. Le chitarrine con ragù di agnello allo zafferano sono una di queste. Nascono sulle colline dell’Aquila, tra i tratturi battuti dai pastori transumanti e i campi dorati dove fiorisce il zafferano dell’Aquila DOP, il più pregiato d’Italia, patrimonio gastronomico riconosciuto in tutto il mondo.
La chitarra — lo strumento di legno e fili metallici che dà forma a questa pasta — è da sempre il simbolo della cucina abruzzese. Le chitarrine, versione più sottile e delicata, abbracciano il ragù di agnello con una naturalezza che solo la tradizione sa creare. Un sugo lento, profondo, che cuoce a fuoco dolce fino a diventare setoso, arricchito da una mantecatura finale con lo zafferano che trasforma ogni boccone in qualcosa di luminoso e indimenticabile.
Perché il Bimby TM7 cambia tutto
Preparare questo ragù richiede tempo, attenzione e una cottura uniforme che, tradizionalmente, esigeva ore di presidio ai fornelli. Con il Bimby TM7, il processo si semplifica senza perdere nulla in autenticità: la temperatura controllata al grado garantisce una rosolatura perfetta della carne, mentre la modalità di cottura lenta estrae tutti i profumi delle erbe aromatiche e dell’agnello. Per raccogliere ogni goccia di sugo dal boccale con precisione, avrete sempre a portata di mano la spatola in silicone originale, indispensabile per non sprecare nulla di questo tesoro dorato.
Per la cottura delle chitarrine, vi suggeriamo di affidarvi a una pentola per pasta in acciaio inox da 24 cm capiente, in modo da cuocere la pasta al dente con abbondante acqua salata e scolarla perfettamente prima della mantecatura finale.
La storia dello zafferano dell’Aquila
Il Crocus sativus fiorisce in Abruzzo ogni ottobre, nei pochi giorni che separano il bocciolo dalla sfioriture. I pistilli vengono raccolti a mano, all’alba, con una cura quasi religiosa. Non è un caso che lo zafferano dell’Aquila DOP sia considerato tra i migliori al mondo per il suo contenuto di safranale e crocina, i composti che donano quell’aroma inconfondibile e quel colore che tinge di oro tutto ciò che tocca. Usarlo in questo ragù non è un capriccio gastronomico: è un atto di rispetto verso una terra straordinaria.
Questa ricetta è dedicata a chi ama cucinare con anima, a chi sa che il tempo è il miglior ingrediente, e a chi crede che un piatto di pasta possa raccontare una storia lunga secoli.